La gastroscopia rappresenta l’esame di riferimento (“gold standard”) per la valutazione diretta delle strutture gastriche nel cavallo. Si tratta di una procedura minimamente invasiva, sicura e ben tollerata, eseguita in sedazione leggera, che consente al cavallo di mantenere la stazione quadrupedale senza necessità di anestesia generale.
Grazie all’utilizzo di un endoscopio flessibile lungo almeno 3 metri, è possibile visualizzare in modo dettagliato l’esofago, la mucosa squamosa, il margo plicatus, la mucosa ghiandolare, il piloro e il primo tratto del duodeno.
L’esame può essere eseguito sia in clinica, dove si dispone delle condizioni ideali di spazio e strumentazione, sia direttamente a domicilio, nel box del cavallo o in una zona tranquilla della scuderia, purché siano garantiti un ambiente adeguato, buona illuminazione e spazio sufficiente per lavorare in sicurezza.
Questa versatilità, unita alla possibilità di documentare foto e video delle lesioni, rende la gastroscopia uno strumento clinico estremamente utile per la diagnosi e il monitoraggio nel tempo.
In medicina equina moderna questo esame è fondamentale, soprattutto nella diagnosi e nel follow-up dell’Equine Gastric Ulcer Syndrome (EGUS), un insieme di condizioni patologiche molto diffuse sia nei cavalli sportivi sia in quelli da diporto.
Perché il cavallo è particolarmente sensibile alle patologie gastriche
Il cavallo presenta caratteristiche anatomiche, fisiologiche e comportamentali che lo rendono intrinsecamente predisposto allo sviluppo di disturbi gastrici, in particolare dell’Equine Gastric Ulcer Syndrome (EGUS).
La combinazione tra un sistema digerente evolutosi per un’alimentazione continua e l’ambiente gestionale moderno crea spesso condizioni sfavorevoli per l’equilibrio gastroenterico.
1. Anatomia e fisiologia gastrica peculiari
Secrezione acida continua
A differenza dei predatori, il cavallo produce acido cloridrico 24 ore su 24, indipendentemente dalla presenza di cibo. L’assenza di foraggio prolungata espone la mucosa squamosa a un ambiente troppo acido.
Stomaco relativamente piccolo
Lo stomaco equino ha una capacità ridotta rispetto alla mole corporea: è progettato per ricevere piccole quantità di alimento in modo quasi costante. Digiuni prolungati o pasti voluminosi alterano la fisiologia naturale.
Doppia composizione della mucosa
• parte squamosa, più fragile e priva di meccanismi protettivi contro l’acido;
• parte ghiandolare, più resistente ma sensibile a stress infiammatori e disfunzioni dei meccanismi di difesa.
Il margo plicatus, zona di transizione, è particolarmente vulnerabile.
2. Motilità e svuotamento gastrico sensibili a stress e dolore
La motilità gastrica del cavallo è facilmente alterabile da:
• stress psicologico,
• dolore viscerale,
• alterazioni elettrolitiche,
• uso di farmaci (es. FANS).
Una motilità ridotta comporta stagnazione del contenuto acido e aumentato contatto con la mucosa.
3. Fattori gestionali moderni
Le condizioni di vita attuali si discostano molto dalla biologia naturale del cavallo:
Alimentazione non continua
• pasti concentrati,
• basso apporto di fibra,
• lunghi intervalli senza foraggio.
Ridotta possibilità di movimento
Il movimento costante favorisce digestione, motilità e riduzione dello stress.
Allenamento intenso o irregolare
L’esercizio aumenta la pressione addominale e spinge l’acidità verso la parte squamosa dello stomaco.
4. Fattori psicologici e sociali
Il cavallo è un animale estremamente sensibile agli stimoli emotivi e alla gestione quotidiana.
Stress ambientale
• isolamento,
• cambi frequenti di scuderia,
• rumori eccessivi,
• routine poco prevedibili.
Stress sociale
• separazione dai conspecifici,
• convivenze conflittuali,
• riduzione dei comportamenti naturali (grooming, interazioni positive).
Personalità ed emozioni
Cavalli ansiosi, reattivi o soggetti a iper-vigilanza risultano più predisposti alle patologie gastriche, in particolare all’EGGD, probabilmente per alterazioni dei meccanismi di difesa mucosale e della motilità.
5. Dolore cronico e comorbilità
Dolori muscoloscheletrici, patologie respiratorie, coliche subcliniche o problemi posturali possono aumentare la produzione di catecolamine e cortisolo, influenzando negativamente:
• secrezione mucosa,
• flusso sanguigno gastrico,
• comportamento alimentare,
• motilità del piloro.
Indicazioni principali della gastroscopia nel cavallo
1. Diagnosi di Equine Gastric Ulcer Syndrome (EGUS)
- ESGD (Equine Squamous Gastric Disease)
- Più comune nei cavalli sportivi.
- Spesso correlata a elevata acidità gastrica e gestione alimentare.
- EGGD (Equine Glandular Gastric Disease)
- Più complessa, associata a stress e fattori multifattoriali.
- Obiettivo: distinzione essenziale per impostare una terapia mirata e corretta.
2. Valutazione di sintomi aspecifici
La gastroscopia è indicata in cavalli che manifestano:
- Calo di performance o resistenza allo sforzo
- Coliche ricorrenti o leggere ma frequenti
- Inappetenza o ridotto interesse al cibo
- Dimagrimento inspiegato
- Cambiamenti comportamentali (irritabilità, nervosismo)
- Bruxismo o salivazione eccessiva
- Irritabilità durante la sellatura o il lavoro
3. Monitoraggio terapeutico
- Documentazione dello stato iniziale delle lesioni
- Valutazione dell’efficacia dei trattamenti: farmaci (omeprazolo, misoprostolo) e modifiche gestionali
- Definizione della durata della terapia
- Conferma della guarigione endoscopica tramite follow-up
4. Valutazione dell’esofago e del reflusso
- Identificazione di esofagiti
- Rilevazione di residui alimentari non spiegabili con altri metodi diagnostici
- Supporto alla diagnosi differenziale di coliche ricorrenti o disturbi della motilità
Preparazione del cavallo
Una preparazione adeguata è cruciale per ottenere immagini chiare e ridurre i rischi della procedura.
Digiuno e gestione dell’acqua
- Digiuno di 12–18 ore per svuotare il contenuto gastrico.
- Sospensione dell’acqua 2–4 ore prima, così da evitare distensioni e reflusso.
Contenzione e ambiente
Il cavallo viene posizionato in un ambiente tranquillo, con illuminazione adeguata e stimoli minimi. La riduzione dello stress migliora la tolleranza all’introduzione dell’endoscopio.
Sedazione e protocolli farmacologici
La gastroscopia viene eseguita in sedazione controllata, generalmente tramite:
- alfa-2 agonisti (detomidina, romifidina),
- eventualmente associati a butorfanolo nei soggetti più reattivi.
La sedazione deve garantire:
- stabilità del capo,
- riduzione dei movimenti di deglutizione,
- mantenimento della stazione quadrupedale.
Tecnica della gastroscopia
1. Introduzione dell’endoscopio
L’endoscopio, ben lubrificato, viene introdotto attraverso il meato nasale ventrale, avanzando delicatamente verso rinofaringe, esofago e cardias.
2. Esplorazione dell’esofago
Durante il passaggio esofageo si valutano:
- infiammazioni,
- stenosi,
- residui alimentari,
- anomalie della motilità.
3. Valutazione dello stomaco
Una volta superato il cardias inizia l’osservazione sistematica delle diverse regioni:
3.1 Regione squamosa
La porzione più predisposta all’insorgenza di ESGD (Equine Squamous Gastric Disease).
Si ricercano:
- erosioni,
- ulcerazioni,
- aree di cheratinizzazione.
3.2 Margo plicatus
Linea di demarcazione tra mucosa squamosa e ghiandolare, spesso sede di lesioni ulcerative.
3.3 Regione ghiandolare
Comprende fondo, corpo e antrum.
Le lesioni associate a EGGD (Equine Glandular Gastric Disease) possono manifestarsi come:
- iperemia,
- ulcerazioni profonde,
- infiammazioni croniche,
- pattern “a mosaico”.
3.4 Pilorus e duodeno prossimale
L’esplorazione di questa porzione consente di individuare problemi legati a coliche ricorrenti o disturbi della motilità intestinale.
4. Insufflazione
L’aria insufflata permette la distensione delle pareti gastriche e un’osservazione ottimale. È importante controllare la pressione per evitare discomfort.
5. Documentazione
Ogni lesione viene registrata e classificata secondo le scale internazionali di severità (0–4).
Foto e video consentono un monitoraggio preciso durante i controlli successivi.
Classificazione delle ulcere gastriche nel cavallo
La valutazione endoscopica delle lesioni gastriche viene eseguita utilizzando sistemi di classificazione internazionalmente riconosciuti, che permettono una stima standardizzata della severità e un confronto affidabile nei follow-up.
Le principali classificazioni sono:
1. ESGD – Equine Squamous Gastric Disease (scala 0–4)
Questa scala, ampiamente utilizzata in clinica e ricerca, descrive l’entità delle lesioni della mucosa squamosa:
Grado 0:
• Mucosa normale, senza alterazioni visibili.
• Assenza completa di erosioni o ulcerazioni.
Grado 1:
• Ispessimento o aree minime di ipercheratosi.
• Possibile perdita molto lieve di lucentezza mucosale.
• Nessuna ulcerazione vera.
Grado 2:
• Erosioni superficiali o lesioni singole di piccole dimensioni.
• Ulcerazioni limitate, isolate, di modesta estensione.
Grado 3:
• Lesioni multiple o estese.
• Ulcerazioni più profonde, a bordi irregolari.
• Ampie zone coinvolte, spesso confluenti.
Grado 4:
• Ulcerazioni gravi, profonde, estese, con margini rialzati o fibrina evidente.
• Interessamento di una porzione ampia della mucosa squamosa.
• Rischio elevato di dolore, anemia, complicazioni e scarsa performance.
2. EGGD – Equine Glandular Gastric Disease (classificazione descrittiva)
A differenza dell’ESGD, l’EGGD non dispone di una scala numerica universalmente accettata.
La valutazione è morfologica e si basa su:
Aspetto e tipo della lesione:
• Iperemia
• Edema
• Erosioni
• Ulcerazioni puntiformi o diffuse
• Ulcere profonde
• Pattern “a mosaico”
• Presenza di fibrina o materiale necrotico
Localizzazione:
• Fondo
• Corpo ghiandolare
• Antrum
• Pilorus (una delle sedi più frequentemente colpite)
Profondità e cronicità:
• Lesioni superficiali
• Lesioni profonde con margini induriti
• Segni di fibrosi o infiammazione cronica
Estensione:
• Focale
• Multifocale
• Diffusa
Il referto finale dovrebbe quindi includere:
• Descrizione completa delle sedi coinvolte
• Tipo e profondità delle lesioni
• Stima dell’attività infiammatoria
• Eventuale sospetto coinvolgimento motilità pilorica/duodenale
Questa modalità di classificazione è più accurata e clinicamente significativa per l’EGGD, data la natura complessa e multifattoriale delle lesioni.
Approfondimento: Ulcere del margo plicatus e della regione pilorica
Le ulcere localizzate nel margo plicatus e nella regione pilorica rappresentano due condizioni cliniche distinte sia per meccanismo patogenetico, sia per manifestazione endoscopica.
La corretta identificazione della sede e della tipologia di lesione è fondamentale per l’impostazione della terapia e per la valutazione della prognosi.
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Ulcere del margo plicatus
Il margo plicatus è la linea netta di separazione tra la mucosa squamosa (non ghiandolare) e quella ghiandolare, e rappresenta una delle sedi più frequentemente coinvolte nell’ESGD (Equine Squamous Gastric Disease).
Tipologia delle lesioni
Le ulcere del margo plicatus possono presentarsi come:
• aree di ipercheratosi iniziale,
• erosioni superficiali,
• ulcerazioni lineari o puntiformi,
• lesioni più profonde con bordi irregolari e talvolta fibrina,
• ulcerazioni confluenti che possono estendersi verso la mucosa squamosa o ghiandolare.
Questa regione è particolarmente vulnerabile a causa della sua posizione di confine, dove il contenuto acido può ristagnare.
Cause e meccanismi patogenetici
Le ulcere del margo plicatus sono principalmente associate a fattori che aumentano l’esposizione della mucosa squamosa all’acidità gastrica:
• Digiuni prolungati o gestione alimentare non continua (basso apporto di fibra).
• Esercizio fisico intenso, che causa risalita dell’acido verso la parte craniale dello stomaco.
• Stress ambientale o gestionale (viaggi, competizioni, isolamento).
• Alimentazione ricca di amidi e zuccheri che aumenta la produzione acida.
• Scarsa produzione di saliva (basso consumo di foraggio), che riduce il naturale effetto tampone.
Il risultato è un danno diretto della mucosa squamosa e della zona di transizione del margo plicatus.
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Ulcere della regione pilorica
La regione pilorica rientra nell’ambito dell’EGGD (Equine Glandular Gastric Disease), ma possiede caratteristiche proprie che la rendono particolarmente delicata e talvolta difficile da trattare.
Tipologia delle lesioni
Le anomalie endoscopiche della regione pilorica possono includere:
• Iperemia e edema della mucosa,
• erosioni superficiali,
• ulcere puntiformi o “a cratere”,
• lesioni profonde con margini induriti,
• ispessimento o irregolarità del canale pilorico,
• presenza di materiale muco-fibrinoso,
• riduzione dell’apertura pilorica o sospetta disfunzione motoria.
Le ulcere piloriche possono talvolta causare ritardato svuotamento gastrico, coliche ricorrenti e modifiche dell’appetito.
Cause e meccanismi patogenetici
A differenza delle lesioni squamose, quelle piloriche non dipendono primariamente dall’acidità, ma da un insieme di fattori che influenzano l’integrità della mucosa ghiandolare:
• Disfunzione dei meccanismi di difesa mucosale, come ridotta secrezione di muco e bicarbonato.
• Stress cronico e disregolazione dell’asse neuroendocrino.
• Infiammazione persistente legata a microlesioni ripetute.
• Ipoperfusione locale.
• Alterazioni della motilità gastrica, che possono contribuire alla stagnazione del contenuto acido nella regione distale.
• Possibile ruolo di batteri opportunisti o disbiosi, attualmente oggetto di studi.
• Interferenze farmacologiche, ad esempio uso prolungato di FANS.
Le ulcere piloriche tendono ad avere una risposta più lenta e meno prevedibile alla terapia rispetto all’ESGD.
Conclusioni
La gastroscopia rappresenta oggi uno strumento imprescindibile nella medicina equina moderna. La possibilità di osservare direttamente la mucosa gastrica consente diagnosi accurate e trattamenti su misura, con un impatto diretto sul benessere, la performance e la qualità di vita del cavallo.
Oltre a rivestire un ruolo centrale nella gestione delle patologie gastriche conclamate, la gastroscopia si sta affermando sempre più anche come esame di routine nei cavalli sportivi, categoria particolarmente a rischio patologie del gratto gastroenterico a causa di stress fisici e mentali, gestione alimentare e frequenti spostamenti.
Eseguire controlli periodici permette di:
• individuare precocemente le lesioni prima della comparsa di sintomi evidenti,
• ottimizzare il benessere e la performance atletica,
• monitorare l’efficacia delle terapie e delle modifiche gestionali nel tempo.
La nostra clinica utilizza attrezzature endoscopiche moderne e protocolli orientati al massimo comfort e sicurezza dell’animale, offrendo un approccio accurato, sicuro e personalizzato per ogni cavallo.
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