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Articoli28 Novembre 2025

Gastroscopia nel cavallo: tecnica, indicazioni e valore diagnostico

La gastroscopia rappresenta l’esame di riferimento (“gold standard”) per la valutazione diretta delle strutture gastriche nel cavallo. Si tratta di una procedura minimamente invasiva, sicura e ben tollerata, eseguita in sedazione leggera, che consente al cavallo di mantenere la stazione quadrupedale senza necessità di anestesia generale.
Grazie all’utilizzo di un endoscopio flessibile lungo almeno 3 metri, è possibile visualizzare in modo dettagliato l’esofago, la mucosa squamosa, il margo plicatus, la mucosa ghiandolare, il piloro e il primo tratto del duodeno.

L’esame può essere eseguito sia in clinica, dove si dispone delle condizioni ideali di spazio e strumentazione, sia direttamente a domicilio, nel box del cavallo o in una zona tranquilla della scuderia, purché siano garantiti un ambiente adeguato, buona illuminazione e spazio sufficiente per lavorare in sicurezza.
Questa versatilità, unita alla possibilità di documentare foto e video delle lesioni, rende la gastroscopia uno strumento clinico estremamente utile per la diagnosi e il monitoraggio nel tempo.

In medicina equina moderna questo esame è fondamentale, soprattutto nella diagnosi e nel follow-up dell’Equine Gastric Ulcer Syndrome (EGUS), un insieme di condizioni patologiche molto diffuse sia nei cavalli sportivi sia in quelli da diporto.

Perché il cavallo è particolarmente sensibile alle patologie gastriche

Il cavallo presenta caratteristiche anatomiche, fisiologiche e comportamentali che lo rendono intrinsecamente predisposto allo sviluppo di disturbi gastrici, in particolare dell’Equine Gastric Ulcer Syndrome (EGUS).
La combinazione tra un sistema digerente evolutosi per un’alimentazione continua e l’ambiente gestionale moderno crea spesso condizioni sfavorevoli per l’equilibrio gastroenterico.

1. Anatomia e fisiologia gastrica peculiari

Secrezione acida continua
A differenza dei predatori, il cavallo produce acido cloridrico 24 ore su 24, indipendentemente dalla presenza di cibo. L’assenza di foraggio prolungata espone la mucosa squamosa a un ambiente troppo acido.

Stomaco relativamente piccolo
Lo stomaco equino ha una capacità ridotta rispetto alla mole corporea: è progettato per ricevere piccole quantità di alimento in modo quasi costante. Digiuni prolungati o pasti voluminosi alterano la fisiologia naturale.

Doppia composizione della mucosa
• parte squamosa, più fragile e priva di meccanismi protettivi contro l’acido;
• parte ghiandolare, più resistente ma sensibile a stress infiammatori e disfunzioni dei meccanismi di difesa.

Il margo plicatus, zona di transizione, è particolarmente vulnerabile.

2. Motilità e svuotamento gastrico sensibili a stress e dolore

La motilità gastrica del cavallo è facilmente alterabile da:
• stress psicologico,
• dolore viscerale,
• alterazioni elettrolitiche,
• uso di farmaci (es. FANS).

Una motilità ridotta comporta stagnazione del contenuto acido e aumentato contatto con la mucosa.

3. Fattori gestionali moderni

Le condizioni di vita attuali si discostano molto dalla biologia naturale del cavallo:

Alimentazione non continua
• pasti concentrati,
• basso apporto di fibra,
• lunghi intervalli senza foraggio.

Ridotta possibilità di movimento
Il movimento costante favorisce digestione, motilità e riduzione dello stress.

Allenamento intenso o irregolare
L’esercizio aumenta la pressione addominale e spinge l’acidità verso la parte squamosa dello stomaco.

4. Fattori psicologici e sociali

Il cavallo è un animale estremamente sensibile agli stimoli emotivi e alla gestione quotidiana.

Stress ambientale
• isolamento,
• cambi frequenti di scuderia,
• rumori eccessivi,
• routine poco prevedibili.

Stress sociale
• separazione dai conspecifici,
• convivenze conflittuali,
• riduzione dei comportamenti naturali (grooming, interazioni positive).

Personalità ed emozioni
Cavalli ansiosi, reattivi o soggetti a iper-vigilanza risultano più predisposti alle patologie gastriche, in particolare all’EGGD, probabilmente per alterazioni dei meccanismi di difesa mucosale e della motilità.

5. Dolore cronico e comorbilità

Dolori muscoloscheletrici, patologie respiratorie, coliche subcliniche o problemi posturali possono aumentare la produzione di catecolamine e cortisolo, influenzando negativamente:

• secrezione mucosa,
• flusso sanguigno gastrico,
• comportamento alimentare,
• motilità del piloro.

 

Indicazioni principali della gastroscopia nel cavallo

1. Diagnosi di Equine Gastric Ulcer Syndrome (EGUS)

2. Valutazione di sintomi aspecifici

La gastroscopia è indicata in cavalli che manifestano:

3. Monitoraggio terapeutico

4. Valutazione dell’esofago e del reflusso

 

Preparazione del cavallo

Una preparazione adeguata è cruciale per ottenere immagini chiare e ridurre i rischi della procedura.

Digiuno e gestione dell’acqua

Contenzione e ambiente

Il cavallo viene posizionato in un ambiente tranquillo, con illuminazione adeguata e stimoli minimi. La riduzione dello stress migliora la tolleranza all’introduzione dell’endoscopio.

Sedazione e protocolli farmacologici

La gastroscopia viene eseguita in sedazione controllata, generalmente tramite:

La sedazione deve garantire:

Tecnica della gastroscopia

1. Introduzione dell’endoscopio

L’endoscopio, ben lubrificato, viene introdotto attraverso il meato nasale ventrale, avanzando delicatamente verso rinofaringe, esofago e cardias.

2. Esplorazione dell’esofago

Durante il passaggio esofageo si valutano:

3. Valutazione dello stomaco

Una volta superato il cardias inizia l’osservazione sistematica delle diverse regioni:

3.1 Regione squamosa

La porzione più predisposta all’insorgenza di ESGD (Equine Squamous Gastric Disease).
Si ricercano:

3.2 Margo plicatus

Linea di demarcazione tra mucosa squamosa e ghiandolare, spesso sede di lesioni ulcerative.

3.3 Regione ghiandolare

Comprende fondo, corpo e antrum.
Le lesioni associate a EGGD (Equine Glandular Gastric Disease) possono manifestarsi come:

3.4 Pilorus e duodeno prossimale

L’esplorazione di questa porzione consente di individuare problemi legati a coliche ricorrenti o disturbi della motilità intestinale.

4. Insufflazione

L’aria insufflata permette la distensione delle pareti gastriche e un’osservazione ottimale. È importante controllare la pressione per evitare discomfort.

5. Documentazione

Ogni lesione viene registrata e classificata secondo le scale internazionali di severità (0–4).
Foto e video consentono un monitoraggio preciso durante i controlli successivi.

 

Classificazione delle ulcere gastriche nel cavallo

La valutazione endoscopica delle lesioni gastriche viene eseguita utilizzando sistemi di classificazione internazionalmente riconosciuti, che permettono una stima standardizzata della severità e un confronto affidabile nei follow-up.

Le principali classificazioni sono:

1. ESGD – Equine Squamous Gastric Disease (scala 0–4)

Questa scala, ampiamente utilizzata in clinica e ricerca, descrive l’entità delle lesioni della mucosa squamosa:

Grado 0:

• Mucosa normale, senza alterazioni visibili.
• Assenza completa di erosioni o ulcerazioni.

Grado 1:

• Ispessimento o aree minime di ipercheratosi.
• Possibile perdita molto lieve di lucentezza mucosale.
• Nessuna ulcerazione vera.

Grado 2:

• Erosioni superficiali o lesioni singole di piccole dimensioni.
• Ulcerazioni limitate, isolate, di modesta estensione.

Grado 3:

• Lesioni multiple o estese.
• Ulcerazioni più profonde, a bordi irregolari.
• Ampie zone coinvolte, spesso confluenti.

Grado 4:

• Ulcerazioni gravi, profonde, estese, con margini rialzati o fibrina evidente.
• Interessamento di una porzione ampia della mucosa squamosa.
• Rischio elevato di dolore, anemia, complicazioni e scarsa performance.

2. EGGD – Equine Glandular Gastric Disease (classificazione descrittiva)

A differenza dell’ESGD, l’EGGD non dispone di una scala numerica universalmente accettata.
La valutazione è morfologica e si basa su:

Aspetto e tipo della lesione:

• Iperemia
• Edema
• Erosioni
• Ulcerazioni puntiformi o diffuse
• Ulcere profonde
• Pattern “a mosaico”
• Presenza di fibrina o materiale necrotico

Localizzazione:

• Fondo
• Corpo ghiandolare
• Antrum
• Pilorus (una delle sedi più frequentemente colpite)

Profondità e cronicità:

• Lesioni superficiali
• Lesioni profonde con margini induriti
• Segni di fibrosi o infiammazione cronica

Estensione:

• Focale
• Multifocale
• Diffusa

Il referto finale dovrebbe quindi includere:
• Descrizione completa delle sedi coinvolte
• Tipo e profondità delle lesioni
• Stima dell’attività infiammatoria
• Eventuale sospetto coinvolgimento motilità pilorica/duodenale

Questa modalità di classificazione è più accurata e clinicamente significativa per l’EGGD, data la natura complessa e multifattoriale delle lesioni.

Approfondimento: Ulcere del margo plicatus e della regione pilorica

Le ulcere localizzate nel margo plicatus e nella regione pilorica rappresentano due condizioni cliniche distinte sia per meccanismo patogenetico, sia per manifestazione endoscopica.
La corretta identificazione della sede e della tipologia di lesione è fondamentale per l’impostazione della terapia e per la valutazione della prognosi.

Il margo plicatus è la linea netta di separazione tra la mucosa squamosa (non ghiandolare) e quella ghiandolare, e rappresenta una delle sedi più frequentemente coinvolte nell’ESGD (Equine Squamous Gastric Disease).

Tipologia delle lesioni

Le ulcere del margo plicatus possono presentarsi come:
• aree di ipercheratosi iniziale,
erosioni superficiali,
• ulcerazioni lineari o puntiformi,
• lesioni più profonde con bordi irregolari e talvolta fibrina,
• ulcerazioni confluenti che possono estendersi verso la mucosa squamosa o ghiandolare.

Questa regione è particolarmente vulnerabile a causa della sua posizione di confine, dove il contenuto acido può ristagnare.

Cause e meccanismi patogenetici

Le ulcere del margo plicatus sono principalmente associate a fattori che aumentano l’esposizione della mucosa squamosa all’acidità gastrica:

Digiuni prolungati o gestione alimentare non continua (basso apporto di fibra).
Esercizio fisico intenso, che causa risalita dell’acido verso la parte craniale dello stomaco.
Stress ambientale o gestionale (viaggi, competizioni, isolamento).
Alimentazione ricca di amidi e zuccheri che aumenta la produzione acida.
Scarsa produzione di saliva (basso consumo di foraggio), che riduce il naturale effetto tampone.

Il risultato è un danno diretto della mucosa squamosa e della zona di transizione del margo plicatus.

La regione pilorica rientra nell’ambito dell’EGGD (Equine Glandular Gastric Disease), ma possiede caratteristiche proprie che la rendono particolarmente delicata e talvolta difficile da trattare.

Tipologia delle lesioni

Le anomalie endoscopiche della regione pilorica possono includere:

Iperemia e edema della mucosa,
• erosioni superficiali,
• ulcere puntiformi o “a cratere”,
• lesioni profonde con margini induriti,
• ispessimento o irregolarità del canale pilorico,
• presenza di materiale muco-fibrinoso,
• riduzione dell’apertura pilorica o sospetta disfunzione motoria.

Le ulcere piloriche possono talvolta causare ritardato svuotamento gastrico, coliche ricorrenti e modifiche dell’appetito.

Cause e meccanismi patogenetici

A differenza delle lesioni squamose, quelle piloriche non dipendono primariamente dall’acidità, ma da un insieme di fattori che influenzano l’integrità della mucosa ghiandolare:

Disfunzione dei meccanismi di difesa mucosale, come ridotta secrezione di muco e bicarbonato.
Stress cronico e disregolazione dell’asse neuroendocrino.
Infiammazione persistente legata a microlesioni ripetute.
Ipoperfusione locale.
Alterazioni della motilità gastrica, che possono contribuire alla stagnazione del contenuto acido nella regione distale.
• Possibile ruolo di batteri opportunisti o disbiosi, attualmente oggetto di studi.
• Interferenze farmacologiche, ad esempio uso prolungato di FANS.

Le ulcere piloriche tendono ad avere una risposta più lenta e meno prevedibile alla terapia rispetto all’ESGD.

 

Conclusioni

La gastroscopia rappresenta oggi uno strumento imprescindibile nella medicina equina moderna. La possibilità di osservare direttamente la mucosa gastrica consente diagnosi accurate e trattamenti su misura, con un impatto diretto sul benessere, la performance e la qualità di vita del cavallo.

Oltre a rivestire un ruolo centrale nella gestione delle patologie gastriche conclamate, la gastroscopia si sta affermando sempre più anche come esame di routine nei cavalli sportivi, categoria particolarmente a rischio patologie del gratto gastroenterico a  causa di stress fisici e mentali, gestione alimentare  e frequenti spostamenti.

Eseguire controlli periodici permette di:

• individuare precocemente le lesioni prima della comparsa di sintomi evidenti,

• ottimizzare il benessere e la performance atletica,

• monitorare l’efficacia delle terapie e delle modifiche gestionali nel tempo.

La nostra clinica utilizza attrezzature endoscopiche moderne e protocolli orientati al massimo comfort e sicurezza dell’animale, offrendo un approccio accurato, sicuro e personalizzato per ogni cavallo.

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